| Marradi |
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È Marradi un castello posto a piè dell’Alpi che dividono la Toscana dalla Romagna: ma da quella parte che guarda verso Romagna e nel principio di Val di Lamona, benché sia senza mura, nondimeno il fiume, i monti e gli abitatori lo fanno forte, perché gli uomini sono armigeri e fedeli ed il fiume in modo ha roso il terreno e ha sì alte le grotte sue, che a venirvi di verso la valle è impossibile, qualunque volta un picciol ponte che è sopra il fiume fosse difeso: e dalle parti de’ monti sono le ripe sì aspre che rendono quel sito sicurissimo – Niccolò Machiavelli.
Dal XV sec. Firenze pose la sua attenzione su Marradi: la Signoria fece del paese un attivo centro di scambi, autorizzato anche, dal 1447, ad un mercato settimanale. La più illustre delle famiglie di Marradi - cui viene anche attribuita la fondazione del castello - fu quella dei Fabbroni, venuti da Pistoia in età medioevale e che acquisirono notevoli beni nel territorio, erigendo altresì nel borgo numerosi palazzi e fondando edifici sacri. Insieme ai Fabbroni, nel XVIII e XIX sec., altre famiglie, come i Torriani, i Cattani, i Pescetti, seppero imprimere un notevole sviluppo al paese, costituendo la locale Banca di Depositi e Sconti, varie industrie (filande e molini), e fondando un Accademia, quella degli Animosi, emanazione del vivace Circolo dei Signori. Marradi fu il terzo centro d’Italia ad avere l’illuminazione elettrica (fine XIX sec.). Marradi ha dato i natali a molti illustri personaggi tra i quali il poeta Dino Campana.
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